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Car Tales: BMW Z8 e Mercedes SLR, il passato mai passato.

A volte il passato ritorna. Si suol dire che la storia si ripete e che è impossibile rompere quel cerchio che continua inesorabile nel tempo. Sicuramente sarà così, ma a volte, se il passato deve ritornare, lo fa con stile e travestito da futuro. Nel mondo delle auto è da più di vent'anni che esiste lo stile retrò. Definito anche newstalgia da alcuni, è quell'approccio in cui si cerca di reinterpretare le forme e proporzioni delle grandi auto del passato, spesso riprendendone il nome e alcune caratteristiche distintive.

Dalla seconda metà degli anni 90 alla prima degli anni 2000 il mondo dell'automobile ha visto un grande sviluppo di questo nuovo modo di intendere lo stile: in questo periodo si cominciò a ri-utilizzare molti elementi classici reinterpretandoli in modo magistrale.

In questo decennio o più si è cercato di reinterpretare il passato per migliorare il presente e offrire al pubblico qualcosa di memorabile. È il caso di queste due auto, la BMW Z8 e la Mercedes SLR McLaren: sono due muscle-car teutoniche che hanno saputo ritagliarsi la loro nicchia di mercato grazie alle loro soluzioni estreme e alla loro rarità.

Sono due esempi classici di un approccio di retro design: la Z8 riprende gli stilemi della favolosa BMW 507 degli anni 50, mentre la Mercedes SLR, sebbene abbia uno stile innovativo e poco tendente agli stilemi del passato, s’ispira al concetto della mitica 300 SLR, di cui riprende il nome e le idee principali.

Fra le auto dei primi anni 2000, queste due sono sicuramente fra le più interessanti in assoluto. Furono, a loro tempo, due modi diversi di reinterpretare il passato che hanno fatto la storia del presente. Con la Z8, il tempo sembra essersi fermato definitivamente. Guardandola, non sembra di ritornare nel 1957 o nel 1999, dove il design retrò vuol dire nostalgia sopra ogni cosa. Qui di nostalgico non c'è nulla e a 20 anni dalla sua presentazione è ancora un'auto che sembra che sia stata presentata lo scorso salone dell'auto.

Il design di Henrik Fisker e Chris Bangle è magnifico e molto attuale: è una reinterpretazione magistrale di una delle auto più belle mai realizzate, la BMW 507 introdotta nel 1955. Il progetto, partito con il prototipo Z07, presentato come roadster al salone di Tokyo nel 1997 e come coupè al salone di Detroit nel '98, fece subito scalpore e fu richiesto subito a gran voce un modello di produzione dalla stampa specializzata. La BMW del nuovo millennio era semplice, accattivante ma brutale e sportiva al tempo stesso. La Z8 condivide la medesima impostazione tecnica della sua antenata: un bel V8 montato anteriormente e una bellissima carrozzeria in alluminio.

Dove la 507 aveva un bellissimo motore da 150 cavalli, la Z8 la eguagliava con il potente motore S62 della M5 E39 da 400 cavalli. Con un gran motore davanti, un cambio manuale e un'estetica elegante e fresca, la BMW del nuovo millennio ha saputo cristallizzarsi nel tempo rimanendo sempre attuale, pur mantenendo uno stile e un'impostazione classica.

La semplicità è la chiave per capire lo stile della Z8. Non c'è quella presunzione data da un utilizzo spropositato di linee e volumi: qui c'è un'auto nuova che sa trarre ispirazione dal passato e plasma il futuro. Sta di fatto che quando se ne osserva una non si sta guardando un'auto che non esiste: la Z8 non è una 507 rifatta da nostalgici ex-operai BMW, ma un'auto a sé. Le proporzioni sono azzeccatissime e l'auto cambia faccia continuamente: dal lungo cofano fino alla coda, sembra sempre di guardare un oggetto mutevole nell'aspetto, ma sempre coerente con se stesso. La Z8 non sarà l'auto più bella della storia, ma è sicuramente l'esempio più riuscito di "newstalgia".

L'esperienza di guida si avvicina di più a quella di una comoda gran turismo che a quella di una sportiva vera e propria. È pesante e nonostante il largo impiego di leghe leggere e non è agile come ci si aspetterebbe. Tuttavia, l'esperienza è appagante e memorabile: quand'è stata l'ultima volta che si poteva comprare una sportiva di alta gamma con un cambio manuale? La Z8 ha fatto storia ed è una delle auto più interessanti mai costruite.

Dall'altra parte, la SLR si è collocata su una fascia di mercato più elevata: da nuova, era parte del primo trio supercar del nuovo millennio. Essa si dovette misurare con la Carrera GT e la Ferrari Enzo e rappresentava il massimo stadio di avanzamento tecnologico della Mercedes in quel momento.

Come per la Z8, la SLR s’ispira a un glorioso passato: SLR significa Sport Leicht Rennen, cioè Sport Leggera da Corsa, cosa che richiama alle gloriose 300 SLR di Rudolf Uhlenhaut. Questo nome fa subito venire i brividi agli appassionati, poiché si rifà alle vittoriose auto del mitico squadrone Mercedes negli anni 50, comprendente Stirling Moss, Juan Manuel Fangio e il compianto Pierre Levegh. Con la nuova SLR, Mercedes in collaborazione con McLaren costruì un'auto che divenne quasi un oggetto di culto. Qui il retro-design è presente nell'idea generale dell'auto più che nello stile.

Come per la 300 SLR di Uhlenhaut, la SLR è un concentrato di tecnologia. Realizzata interamente in carbonio nella fabbrica di Woking, appena fuori Londra, la SLR era la sintesi stradale del binomio vincente in F1 delle due case costruttrici. Sebbene non abbia mai corso nella squadra ufficiale Mercedes, essa includeva delle soluzioni tecniche all'avanguardia. Spinta da un V8 da 5.5 litri con compressore volumetrico Lysholm a doppia vite che generava 617 cavalli. Derivato dal tipo M113 della SL500 R230, il nuovo M115 era incredibilmente potente, tanto da spingere la SLR ad oltre 320 km/h. Dotata soltanto della trasmissione automatica a 5 rapporti di derivazione AMG, la SLR non fu capita subito: che cos'era? Una supercar? Una GT o semplicemente una SL potenziata e con un carrozzeria diversa?

Pesante (1786 kg) ma agilissima e dotata del freno aerodinamico automatico era la definizione ultima di una gran turismo secondo Mercedes. Sicuramente non all'altezza delle rivali Enzo e Carrera GT, rappresentava forse quello che gli appassionati di supercar desiderano e non quello che i costruttori pensano che essi desiderino. Usabile quotidianamente e con un'ottima altezza da terra, è da sempre una delle auto migliori per affrontare i lunghi viaggi godendosi ogni km.

Il rombo gutturale e cavernoso proveniente dagli scarichi laterali è qualcosa che solo le supercar della generazione passata sapevano emettere. Un ruggito seguito dal gemito del compressore volumetrico che sovrasta ogni cosa, rari da sperimentare oggi che i motori sono esclusivamente turbo.

Quando gli ingegneri Mercedes ci si mettono non c'è da scherzare: la SLR rappresentò la punta di diamante della tecnologia Mercedes di quegli anni.

Rispetto alla bellezza estetica della Z8, la SLR sembra essere uscita dal reparto corse di Uhlenhaut. Il suo stile che segue la funzione: le grosse aperture laterali servono per dissipare l'enorme quantità di calore del motore e gli scarichi laterali servono a mantenere il fondo dell'auto piatto e aerodinamicamente efficiente. Qui non ci sono sezioni auree ma una riproposizione della stessa idea della 300 SLR originale. La bellezza della SLR è legata alla sua importanza a livello tecnico: seguendo un tema caro alle Mercedes, è un'auto che reca con sé una bellezza ingegneristica, più che soltanto estetica. Terribilmente affascinante e attuale ancora oggi, è una delle auto immancabili all'interno di qualsiasi garage di supercar che si rispetti.

Il rombo congiunto di queste due grandi auto insieme è uno spettacolo di altri tempi. Aspirati e con compressore volumetrico, queste due sono fra le auto che fanno venire le palpitazione agli appassionati. D'altro canto, se si vuole perseguire un'idea di retro design, sia per lo stile che per l'impostazione ideologica, le due auto qui presenti sono un chiaro esempio da seguire.

Words: Jacopo Villa, contributor
Photos: Sajin Park
Cars: private collection

 

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3 comments


  • Fausto

    Emozioni forti!
    Sia per il testo che per le immagini.
    Complimenti.


  • Peter Reid

    Awesome article, fantastic photos. Stand up work gents!


  • Aleksandr Sasha Kuznetsov

    Please update the article with the picture of the rear end of the Z8! Such a beautiful angle!


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