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Le nostre
5 auto da sogno
al Concorso d'Eleganza
di Villa d'Este 2019

Il Concorso d'Eleganza di Villa d'Este è forse il momento che, per noi Gentlemen Driver europei, equivale al Natale dell’anno automobilistico. È l'evento più godibile, glamour e rilassante del calendario ed è sempre l'occasione perfetta per vedere auto la cui storia è poco conosciuta ma dal fascino irresistibile. L’evento di quest’anno sarà sicuramente ricordato anche per le spider e barchette che sfilavano con gli ombrelli aperti, ma nonostante la pioggia e la grandine del pomeriggio il Concorso resta sempre il più desiderabile evento dell’anno.
Qui le 5 auto imperdibili dell'edizione 2019 secondo The Outlierman.

 

Alfa Romeo 8C 2900 B Lungo (2019 Coppa d’Oro)

Quando delle auto così si presentano a un qualsiasi evento, diventa subito chiaro chi sia destinato a vincere i premi più prestigiosi. La 8C 2900 B è, ad oggi, una delle Alfa Romeo più affascinanti e di maggior valore sul mercato del collezionismo. Definita “l'auto più veloce del mondo” dal giornalista di Motor Sport Cecil Clutton nel 1937, la 8C 2900 ha molta rilevanza nella storia dell'Alfa non solo per la sua tecnica sopraffina, ma perché fu una delle auto più esclusive prodotta prima della Guerra. La validità della 8C fu tale che, 10 anni dopo la sua introduzione sul mercato, riportò il Biscione alla vittoria assoluta alla Mille Miglia nel 1947 con la coppia Biondetti-Romano. Derivata dalla più potente versione A, destinata prevalentemente alle corse e dotata di un passo più corto, la più rara versione B era la variante depotenziata a 180 cavalli e con il passo allungato. Con il suo motore 8 cilindri in linea, compressore volumetrico a doppio stadio, sospensioni indipendenti e carrozzeria in alluminio della Touring, la 8C 2900 B Lungo è una vera e propria rarità: soltanto 10 furono prodotte e quella presentata a Villa d'Este da David Sydorick è una delle pochissime rimaste al mondo.

 

Ferrari 166 MM, 1949

Quando alla fine degli anni 30 Enzo Ferrari lasciò l'Alfa Romeo per fondare l'Auto Avio Costruzioni e costruire la 815, si affidò alla rinomata carrozzeria Touring Superleggera di Milano, che si occupò di disegnare e realizzare la scocca completamente in alluminio. Memore di questa esperienza, Ferrari si servì ancora della Touring per realizzare le sue prime automobili prodotte con il suo nome: fra queste, la 166, destinata a diventare uno dei modelli Ferrari più celebri. Spinta da un V12 da 2 litri di cilindrata disegnato da Gioacchino Colombo e apprezzatissima nel suo allestimento MM con carrozzeria barchetta, la 166 riscosse numerosi successi nelle competizioni, dalla 24 ore di Le Mans con Luigi Chinetti (che guidò per 23 ore consecutive fino alla vittoria assoluta) e alla Mille Miglia con Clemente Biondetti. Questo bellissimo esemplare del 1949 è una delle 24 costruite fra il 1948 e il 1950. Ha partecipato alla Mille Miglia e al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este nel 1949 e nel 2000.

 

Vivant 77

C'è del vero quando si dice che copiare è il miglior complimento che si possa fare. In questo caso si sta parlando di un'auto che prendendo ispirazione dalle linee delle Alfa Romeo B.A.T. di Franco Scaglione è diventata un'oggetto unico e dalla grande personalità. Progettata dall'ingegnere della Pontiac, Herb Adams, nella prima metà degli anni 60, la Vivant 77 fu un modello d’interesse notevole, anche se cadde quasi subito nell'oblio.

Costruita letteralmente partendo da zero nel garage di casa di Adams, la Vivant era un prototipo spinto da un motore V8 Pontiac da 370 pollici cubici ed equipaggiata con gruppi sospensioni della Corvette C2 e ruote Kelsey-Hayes Bonneville. La carrozzeria è stata realizzata in alluminio dai "Beatles of Troy, Michigan", un trio di inglesi - Harry Kennedy, Jack Henser e John Glover - famosi nella scena hot rod americana come scoccai di livello. Dopo una sola apparizione all'Autorama di Detroit nel 1966, la Vivant 77 cadde nell'oblio, per poi essere rinvenuta negli anni passati e restaurata in modo impeccabile.

 

O.S.C.A. MT4 1450, 1953

Ogni auto da corsa fa di necessità virtù e ha in sé una bellezza intrinseca che deriva dalla pura ricerca della funzionalità tecnica. Tutto ciò crea inconsapevolmente delle vere e proprie opere d'arte, che sanno esaltare le forme e la pura creatività partendo da uno scopo pratico ben preciso. Nel panorama delle vetture Sport anni 50, la O.S.C.A. MT4 è senza dubbio una delle auto che ha maggiormente rappresentato il connubio fra bellezza assoluta e tecnica pura. Con le carrozzerie di Frua e Morelli, e con i prodigiosi motori bialbero, la MT4 è stata una delle auto della categoria Sport di maggior successo della storia, continuando a vincere per oltre un decennio, ottenendo l'ultima vittoria, un primo di classe, alla 500km del Mugello del 1966. Fondata dai Fratelli Ernesto e Bindo Maserati dopo aver venduto l'omonima azienda alla Famiglia Orsi, le "Officine Specializzate Costruzione Automobili", altrimenti O.S.C.A. cominciarono a produrre auto basate dall'evoluzione della Maserati 4CL: la sigla MT4 significa infatti "Maserati Tipo 4" ed è alla base di una famiglia di motori di successo.

Questa particolare MT4 è una delle 8 prodotte con il motore 1450, nonché una delle uniche 2 carrozzate da Frua. Acquistata da nuova dal produttore cinematografico William B. David di San Francisco, ebbe una carriera di successo, vincendo 4 gare su 9 senza mai avere un ritiro.

 

Aston Martin DB4 GT Zagato

All'inizio degli anni 60, la Carrozzeria Zagato era in pieno fermento. Dopo la rinascita alla fine degli anni 40 e i primi travolgenti successi ottenuti nelle competizioni negli anni 50 grazie alle carrozzerie ultra leggere in alluminio e dalle caratteristiche forme arrotondate, molti costruttori di auto sportive si rivolsero all'Atelier di via Giorgini a Milano per commissionare piccole serie di auto veramente speciali.

Con il giovane designer Ercole Spada entrato in forze alla Carrozzeria nel 1960, la Zagato cominciò ad approntare carrozzerie sempre più raffinate e dalle forme ricercate. Contemporaneamente, l'Aston Martin cercava di ottenere il massimo dalla sua DB4, carrozzata dalla Touring Superleggera. Dopo aver introdotto la GT nel 1959 senza riuscire a contrastare le più potenti e leggere Ferrari 250 SWB, i dirigenti a Newport Pagnell decisero di far realizzare una carrozzeria più aerodinamica e leggera dalla Zagato. Sebbene la DB4 GT Zagato non abbia mai ottenuto i successi sperati, è divenuta subito una delle auto più belle mai fatte: l'ibrido anglo-italico è stato ed è tuttora una vera e propria icona di stile. Soltanto 19 furono prodotte fino al 1963, averla oggi è una vera rarità. Quella presentata al Concorso di Villa d'Este di quest'anno è stata presentata al Salone di Ginevra del 1961; nel 1962, dopo una modifica in fabbrica che ne allargò i parafanghi posteriori, comparve sulla copertina della prestigiosa rivista americana "Car and Driver".

Scegliere 5 icone nell’ambito di una manifestazione come il Concorso d’Eleganza Villa d’Este è sempre in qualche modo riduttivo… Scopri altre protagoniste e istantanee della giornata nella gallery che segue!

Words: Jacopo Villa, contributor
Photos: 
Dominico Savio Lee for The Outlierman © 2019 


1 comment


  • Bill Maloney

    Spectacular – thanks for the great photos.


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